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11 Febbraio 2016, ore 23:00

Pendulum Cove Deception, South Shetland Island

Ancorato in posizione: Lat 62°58.77’S; Long 060°33.76’W

 

Questa mattina ci siamo concessi qualche ora di sonno in più, avevamo tutti necessità di recuperare le energie spese per affrontare i 4 giorni di navigazione nel Drake.

Intorno alle 10 ci siamo tutti ritrovati in salone per fare colazione.

Fuori era grigio pesto ed il ponte totalmente coperto di neve.

Il vento soffiava da Nord a circa 15 nodi.

A 100 metri dalla nosra poppa un veliero all’ancora, anch’esso giunto come la neve durante la notte.

Nonostante la giornata non certamente invitante abbiamo deciso di scendere a terra per visitare le rovine della vecchia stazione baleniera che ha anche ospitato in tempi più recenti una stazione di ricerca inglese. 

La stazione baleniera aperta nel 1911 da un Norvegese venne chiusa nel 1931 a causa del crollo del prezzo di mercato dell’olio di balena, ma già nel 1944 le strutture vennero occupate dagli inglesi che vi stabilirono una base scientifica.

Purtroppo Deception ospita un vulcano attivo che danneggiò severamente la base nel 1967 e successivamente nel 1969, quando gli inglesi la abbandonarono definitivamente.

Nel 1995 le Rovine di Whalers Bay sono state dichiarate, Monumento n°71, Sito Storico del Trattato Antartico.

Sulla nera spiaggia piccole nubi di vapore sulfureo corrono spazzate dal vento ed è sufficiente scavare pochi centimetri sulla battigia per trovare acqua calda, anche a 40, 50°. 

Siamo rimasti a terra circa un paio di ore.

Nevicava ed il vento, ormai sui 20  nodi, rendeva davvero poco confortevole la visita.

Siamo così rientrati in barca per iniziare le più piacevoli manovre in cucina.

Intorno alle 14:30, in modo assolutamente inatteso ed in un batter di ciglia,il vento è rinforzato sino a 35 nodi, troppi per Whalers Bay.

L’ancoraggio infatti, nonostante l’ottima presa, è in acque troppo profonde per noi, almeno con situazioni di cattivo tempo.

Il fondale degrada velocemente e già a 100 metri dalla riva si è oltre i 30 metri di profondità, troppi per farmi stare tranquillo con i nostri 80 metri di catena.

Deception Island offre altri due ancoraggi, Telephone Bay e Pendulum Cove.

Il primo dalla carta nautica sembra essere molto ben riparato, si tratta infatti di una piccola rada disegnata sulla costa nord occidentale dell’isola con un accesso molto stretto. Il problema è che dalle dimensioni della baia capisco che non c’è spazio sufficiente per ruotare sull’ancora e con questa situazione di vento e neve non mi sembra il caso affrontare un ancoraggio che richieda l’uso di cime a terra.

Pendulum Cove si trova anch’essa sulla parte nord dell’isola, ma sulla sponda orientale e rispetto a Whalers Bay è meglio protetta e con un fondale più accessibile.

Salpando mi accorgo che anche l’altro yacht sta lavorando sulla propria ancora.

Mettiamo a riva il fiocco e ci dirigiamo verso Pendulum.

Nel frattempo il vento è rinfrescato sino a 40 nodi, i fiocchi di neve sembrano proiettili e la visibilità si è ridotta ad un centinaio di metri.

Fortunatamente Port Foster, il nome del grande rada formata dalla caldera di Deception Island, è libero da pericoli.

Affidiamo al Radar ed al nostro programma cartografico la responsabilità di portarci in “porto”.

Percorriamo le 4 miglia che dividono i due ancoraggi in poco più di mezz’ora e diamo fondo in 15 metri d’acqua filando questa volta anche una seconda ancora e tutti gli 80 metri di catena e cavo che abbiamo a bordo.

Completato l’ancoraggio ci rifugiamo in dinette per prepararci qualcosa di caldo, restando in ascolto sul canale 16 VHF.

Mentre il vento raggiunge un massimo di 53 nodi, ascoltiamo alla radio una conversazione tra lo yacht che avevamo avvistato al mattino ed un altro evidentemente riparato in Telephone Bay.

Il nostro ex vicino chiedeva informazioni all’altro skipper sulla situazione in Telephone Bay e soprattutto sulla possibilità di entrare ponendosi al lato dell’altra imbarcazione.

La risposta dello skipper, senza esitazione, è stata in sintesi: vieni dentro con cautela che troviamo una soluzione.

Il vento ha continuato ad urlare per tutto il pomeriggio e sera e solo intorno alle 23 ha deciso di lasciarci riposare tranquilli crollando, alla stessa velocità con il quale era giunto, ad appena 10 nodi.

Le previsioni danno ancora per domani venti leggeri da sud, sud est che gireranno ad est nella giornata di Sabato.

Per cui aspetteremo dopodomani per riprendere la nostra discesa a sud.

Per domani, se il tempo lo consentirà, vorremmo dedicare la mattina a lavori di manutenzione e pulizia mentre nel pomeriggio vorremmo provare a visitare la Stazione di Ricerca Scientifica Spagnola Gabriel de Castlla qui a Deception.

 

 
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