Languages

12 Febbraio 2016, ore 22:00

Port Foster, Deception, South Shetland Island

 

Nonostante i 4° in cabina, il risveglio di oggi è stato accolto da un cielo terso ed un lontano sole che faceva capolino dalla corona innevata di Deception Island.

Il consumo di carburante è certamente una delle nostre maggiori preoccupazioni.

Possiamo contare su appena 800 litri di gasolio per giungere alle Falkland e la falsa partenza ha aggiunto 4 giorni imprevisti al già lungo periodo nel quale non potremo rifornirci.

Accendiamo il riscaldamento al mattino appena svegli per spegnerlo non appena la temperatura raggiunge i 18 gradi e poi riavviarlo solo a sera per un paio di ore prima di andare in branda. 

Quando possibile cerchiamo di non utilizzare i motori, issando la randa ancora prima di salpare l’ancora e la ammainiamo solo quando l’ancora è nuovamente in acqua.

Parimenti siamo molto frugali con l’uso del generatore. Lo avviamo solo quando la tensione delle batterie dedicate alle utenze è più bassa di 12,5V ed una volta acceso cerchiamo di utilizzare, se necessario, tutte le utility di bordo che necessitano la 220 V, come dissalatore, aspirapolvere o impastatrice per il pane.

Dopo colazione ci siamo organizzati in due squadre, una addetta alla pulizia degli interni e l’altra alle attività più prettamente manutentive.

Oltre al freddo, per chi come noi vive in un guscio sull’acqua, il grande nemico di queste latitudini è l’umidità.

La differenza di temperatura tra la faccia interna ed esterna delle superfici esposte genera una incredibile quantità di condensa che si raccoglie nelle sentine.

Nonostante abbiamo preparato Angelique II ponendo pannelli coibentanti (Armaflex) di ben 1,5 cm in tutto lo scafo e dotando ogni singolo oblò o passo d’uomo di un doppio vetro, in 5 giorni in mare abbiamo generato circa 25 litri di condensa per ciascuno scafo!!

Ma anche i nostri corpi generano tanta umidità. 

La differenza di temperatura tra la superficie del materasso e il supporto su cui poggia, genera una significativa quantità di condensa.

Anche in questo caso abbiamo dotato ogni cabina di doghe in legno (acquistate da IKEA e poi modificate) in modo da lasciare un cuscinetto d’aria tra materasso e piano di appoggio dell stesso, ma nonostante questo accorgimento dopo qualche settimana bisogna asciugare bene le doghe per evitare l’insorgere di muffe.

Per cui la prima attività di oggi è stata sbarazzarsi, per quanto possibile, dell’umidità accumulata durante la traversata del Drake, non solo nelle sentine ma anche nei materassi, cuscini, sacchi a pelo, etc.

La squadra dedicata alle manutenzioni ha invece dedicato le sue attenzioni ad un controllo del rigging, dei livelli nei motori e nel generatore ed un controllo sull’allineamento dei timoni.

Dopo colazione ci siamo avviati verso la Base Spagnola sulla sponda opposta di Port Foster, appena 3 miglia dal nostro ancoraggio.

Giunti di fronte la Base li abbiamo contattati sul canale 16 VHF. 

Dopo qualche minuto di attesa ci hanno messo in comunicazione con il Comandante Alberto Salas Mendes responsabile della base al quale abbiamo chiesto il permesso di scendere a terra per una visita.

Permesso accordato con un inconfondibile calore latino e mezz’ora dopo eravamo già sul dinghy pronti per raggiungere terra. 

Ad accoglierci oltre al Comandante c’era il suo secondo, il Tenente Fernando Rodriguez Alfranca che, dopo le presentazioni di rito, è stata la nostra guida durante la permanenza sulla base.

La Base Gabriel de Castilla è operativa dal 1985 tra i mesi di Dicembre e Febbraio.

La responsabilità della base nonché della sicurezza dei presenti è affidata ad un contingente dell’esercito Spagnolo di 13 unità che resta fisso per tutta la durata della campagna, ma cambia ogni anno ad esclusione di uno dei due tecnici impiantistici, che fa due campagne consecutive in modo da sovrapporsi sempre al “nuovo arrivato” per istruzione e consegne.

I militari sono tutti volontari e pare sia molto difficile ottenere questo tipo di incarico.

Lo staff scientifico,  non è necessariamente Spagnolo, anzi normalmente è internazionale e ruota durante ciascuna “campagna” annuale con permanenze che in media possono variare da due a 5 settimane.

I progetti di ricerca qui a Deception sono per la maggior parte legati alla vulcanologia, allo studio di licheni ed alghe e all’osservazione  delle colonie di pinguini e leoni marini presenti sull’isola. 

Il fabbisogno energetico della base è sostenuto da due grandi gruppi elettrogeni a gasolio, mentre l’acqua viene prelevata da un cratere un chilometro a monte attraverso una conduttura in plastica nella quale passa una resistenza atta a garantire una temperatura all’interno del tubo intorno ai 2°, evitando così il congelamento della stessa.

Le comunicazioni voce e dati sono invece affidate a due grandi antenne satellitari, alloggiate in enormi contenitori in fibra di vetro, una per le comunicazioni civili e l’altra per quelle militari.

La base, come tutte le basi qui in Antartide, è anche dotata di un piccolo inceneritore di rifiuti.

L’organico, la carta ed alcuni tipi di plastiche vengono processati in loco.

Il resto così come le ceneri generate dall’inceneritore, vengono trasportate via mare a terra, in Cile a Punta Arenas o a Ushuaia in Argentina.

Infatti per gli accordi previsti nel Trattato Antartico, le Marine Militari Cilena ed Argentina hanno la responsabilità logistica del supporto a tutte le stazioni di ricerca scientifica in Antartica cosi come delle operazioni SAR (Search and Rescue) che si dovessero rendere necessarie.

Completato il tour della base siamo stato invitati a prendere un caffè che, come era facile immaginare, si è presto trasformato in cerveza y hamon serrano.

Alle 20:00 il Comandante Mendez ci ha detto che era l’ora del briefing serale e che se volevamo potevamo assistere.

Al Briefing delle 20:00 partecipa tutto il personale presente nella base, sia militare che civile.

La sessione viene aperta dal Capo Base che annuncia le previsioni meteo per il giorno successivo e assegna i vari compiti comuni. Infatti qui alla Base Gabriel de Castilla le attività comuni quali quella delle pulizie dei locali, sono responsabilità di tutti, dal più giovane dei ricercatori al Capo Base.

Per domani le previsioni davano 25 nodi di vento per cui il il Comandante Mendez ha annunciato la sospensione di qualsiasi attività di ricerca sul campo suggerendo attività di laboratorio.

Molte delle attività di ricerca, Infatti, si svolgono in luoghi raggiungibili solo via mare.

La base è dotata di 6 grandi Zodiac gestiti dai militari che accompagnano sempre i ricercatori nelle loro uscite in mare e ogni passeggero, prima di salire a bordo, deve indossare una tuta da sopravvivenza, una specie di tuta stagna, ma molto più robusta e comoda da indossare.

In fine il Capo Base informava che la Domenica avrebbero avuto come ospiti a pranzo i vicini della Base Argentina che avrebbero anche sfidato in un incontro di Rugby.

Prima di salutarci il nostro Matteo si è fatto avanti chiedendo al Comandante se fosse possibile ottenere del gasolio. 

In effetti, a bordo più volte avevamo scherzato immaginando di chiedere alle basi qualche litro di gasolio e Matteo da buon Veneto è andato dritto al punto.

Ancora una volta senza alcuna esitazione il Comandante Mendez ci ha risposto: di quanto carburante avete bisogno?

70 Litri, ovvero quelli che potevamo stivare negli unici bidoni vuoti che abbiamo a bordo.

Mezz’ora più tardi salutavamo i nostri amabili ospiti, mentre con il dinghy rientravamo in barca, felici di aver visitato la nostra prima base Antartica e di poterci godere qualche ora in più di riscaldamento.

Domani i 25 nodi di cui parlava il Capo Base nel briefing arriveranno da Nord, Nordest ottimi per continuare la nostra discesa a sud.

Prossimo ancoraggio l’isola di Trinity porta di accesso allo Stretto di Gerlach.

 

Undefined