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25 Febbraio 2016, ore 23:00

Deception Island

Lat 62°58,45’S; Long 060°40.60’W

 

Sono le 23 e mentre scrivo questa nota, Valentina e Matteo stanno sistemando una cinquantina di chili di viveri appena imbarcati.

Una confezione di 6 bottiglie da 1,5 litri di aranciata,

Una confezione da 6 bottiglie da 1,5 litri di Coca Cola

6 bottiglie da 4 litri di acqua minerale

24 lattine di birra

12 cartoni di latte da 1 litro

6 cartoni da 1 litro di panna per dolci 

6 cartoni da 1 litro di brodo di pesce

6 confezioni da 800 gr di dado in polvere assortito (verdure, pollo, legumi, funghi e asparagi)

6 confezioni da 500 gr di caffè in polvere

6 confezioni da 1 litro di succo d’arancia

12 lattine da 170 gr di tonno sott’olio

1 latta da un chilo di concentrato di pomodoro

2 kg di pancetta congelata

2 chili di bistecche di manzo congelate

1,5 kg di bistecche di maiale congelate

3 kg di alette di pollo congelate

5 kg di maccheroni

5 kg di spaghetti

2 kg di burro

Una scatola piena di merendine al riso soffiato

 

Ma partiamo da dove vi ho lasciati.

Ieri mattina intorno alle 11 abbiamo lasciato il nostro ancoraggio di Enterprise Island.

Le previsioni davano vento da Sud, Sud Ovest per le successive 48 ore, per cui il mio programma di fare tappa intermedia su Trinity nella nostra risalita verso Deception, era saltato.

Non restava che fare un’unica tirata, 120 miglia.

L’ingresso a Port Foster richiede un minimo d'attenzione, così ho deciso per una partenza a metà giornata in modo da giungere a Deception con la luce del sole.

Randa e Gennaker a riva, 13 nodi di vento apparente da 140° ed il log si è stabilizzato sui 9 nodi.

Ancora grandi Iceberg, ma relativamente pochi blocchi di ghiaccio.

La giornata era calda, così abbiamo smontato le porte in tela che danno accesso al pozzetto e ci siamo goduti uno splendido pomeriggio di sole.

Abbiamo incontrato moltissime balene, ma tutte estremamente timide e,  per la disperazione di Valentina, impossibili da immortalare in uno scatto.

Peraltro bisogna fare molta attenzione perché si palesano a pochi metri dalla barca facendoti venire un accidente e poi,  con un evidente sogghigno,  si immergono per riapparire diverse centinaia di metri più in la.

Intorno alle 22:30 è arrivato il buio e con esso l'impossibilità di continuare alla stessa velocità a causa dell'alto rischio di colpire qualche grosso blocco di ghiaccio.

Così la strategia è stata giù le vele e procedere con un solo motore a circa 1,5 nodi sino allo spuntare delle prime luci dell’alba, ovvero le 04:00 circa.

Così per le 08:30 abbiamo dato fondo all’ancora a Port Foster, proprio davanti la base Spagnola che avevamo visitato appena due settimane prima.

Dalla barca i nostri amici apparivano molto indaffarati.

La base opera solo in estate e giorno 28 Maggio una nave da ricerca Spagnola verrà a recuperare tutti i membri della spedizione per portarli sino ad Ushuaia da dove rientreranno a casa.

“Invernare” una stazione come quella Spagnola non è un’attività che svolgi in un paio di ore.

Per cui abbiamo deciso di non disturbare e di chiamarli solo via radio per salutare.

Oggi è stata un’altra giornata spettacolare, calda e totalmente senza vento.

Ci siamo dedicati ad un controllo dell’attrezzatura, del livello dei liquidi di motori e generatore e della pulizia delle sentine.

Il programma è quello di salpare domani all'alba per coprire le 70 miglia che ci separano da King George Island, nelle Isole Shetland, dove aspetteremo una finestra meteo favorevole per ri-attraversare il Drake, ma questa volta con prua sulle Falkland.

Ci siamo dunque organizzati per cenare presto ed andare altrettanto presto in branda, ma verso le 20 riceviamo una chiamata al VHF dalla base Spagnola.

"Base Gabriel De Castillia llama Angelique II, Base Gabriel De Castillia llama Angelique II, Angelique II me recibe, cambio?"

"Aquí Angelique II, buenas noche Gabriel de Castilla, adelante"

"Capitan puede acercarse por la 23:00 a la playa? Tenemos un paquete por el paisaje del Drake"

"Seguro que si, muchísima gracias".

E così elle 23:00 con Matteo abbiamo preso il dinghy e ci siamo diretti verso la base dove ci attendeva il Comandante Alberto Salas Mendes, comandante della base ed il suo secondo, il Tenente Fernando Rodriguez Alfranca insieme a due soldati.

Appena giunti a terra i due soldati hanno caricato sul nostro dinghy un grande sacco di plastica, una grande cassetta di plastica e diversi scatoloni plastificati.

Abbiamo pensato che un po di cibo dopo 3 settimane e il Drake da affrontare poteva tirarvi su il morale. Sostanzialmente queste sono state le parole degli amici Spagnoli.

Io sono molto incline, soprattutto per terronia cultura, a baci e abbracci nei momenti dei saluti ma, in questo caso, la molto militare stretta di mano offertami dai due ufficiali devo dire mi ha trasmesso appieno la spontaneità e sincerità di quel gesto.

A domani.

 

 

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