Languages

27 Febbraio 2016, ore 21:00

Potter’s Cove, King George Island, South Shetland

Lat 62°14,15’S; Long 058°40.50’W

Ieri come previsto siamo salpati alle 04:30 e già per le 05:30 eravamo fuori dal ferro di cavallo di Deception.

Fuori ci aspettavano 13, 15 nodi di vento al traverso e con Randa e Gennaker ariva 9 nodi assicurati.

In un paio di ore eravamo sottovento a Livingstone Island, al riparo dalla grande onda del Drake e così via attraverso  Greenwich, Robert e Racon per tutte le 72 miglia che ci separavano da Potter’s Cove, il nostro ancoraggio in King George Island, la più grande isola delle Shetland e certamente quella con maggior concentrazione di basi di ricerca.

Proprio di fronte al nostro ancoraggio c’è Base Carlini, una grande base permanente Argentina.

Ma all’interno della più grande Maxwell Bay, che ospita anche Potter’s Cove si contano altre ben 6 Basi: 

* Marsh, la Cilena, con una pista di atterraggio che può accogliere gli HC130, un ospedale e che fornisce appoggio logistico a tutte le basi intorno alla Penisola Antartica;

* Bellingshausen, Russia;

* Artigas, Uruguay;

* Great Wall, Cina;

* Vaclav Vojtech, gestita da privati cittadini della Repubblica Ceca;

* King Sejong, Corea che pare abbia una struttura da 5 stelle lusso;

Ma oltre a Maxwell Bay poco più a nord, Admiralty Bay ne ospita altre 4:

* Ferraz, Brasile,

* Machu Pichu, Perù

* Arctowski, Polonia, 

* Vicente, Ecuador

Ieri quando siamo arrivati c’era grande movimento a terra .

In queste settimane le basi permanenti ricevono gli approvvigionamenti per il lungo inverno, perché da Aprile in avanti solo i rompighiaccio possono raggiungere queste latitudini e lo fanno solo in casi di estrema necessità.

Per nove lunghi mesi chi è così fortunato da vivere un’esperienza come questa, deve abituarsi all’autosufficienza e al buio.

Questa mattina, appena sveglio, una nave militare era ancorata a qualche centinaia di metri a pruavia di Angelique II.

Sul canale 14 VHF, quello operativo di molte basi, ho ascoltato una conversazione tra Carlini (la base Argentina) e la nave.

La nave era pronta a salpare, portando con se alcuni ricercatori che avevano completato la loro permanenza estiva e il saluto di commiato tra il comandante della nave e quello della base è stato: nos vemos en la proxima temporada!

Mi sembra chiaro che l’Antartide ci invita a partire.

Ieri gli Spagnoli lavoravano per chiudere la Base, oggi gli Argentini si preparano al lungo inverno.

King George meriterebbe almeno una settimana, ma da domani le previsioni danno 48 ore di venti da Ovest, Sud Ovest, una rarità da queste parti.

48 ore che ci consentirebbero di attraversare metà Drake.

A seguire 18 ore di forti venti da Nord Ovest, la normalità da queste parti, dove cercheremo di soffrire il meno possibile.

Le ultime 30 ore dovremmo continuare ad avere venti sempre da Nord, Nord Ovest ma di media intensità.

Dimenticavo, la nostra rotta vera sarà 004°, 660 miglia ci separano da Stanley e prevedo, conservativamente, di impiegare circa 100 ore per coprirle.

Se le previsioni che scaricherò alle 23 confermeranno questo scenario, domani vi scriverò dal Drake.

 

 
Undefined