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Giovedì 17 Marzo, ore 12:00
posizione: 43°48.66S; 056°08.35W

Siamo al 4° giorno di navigazione, ancora nella morsa dei 40 Ruggenti.
Abbiamo fatto solo 500 miglia da quando siamo partiti, una media di 125 miglia al giorno, quasi la metà delle medie a cui siamo abituati.
Ma stiamo navigando di conserva.
Ornai è passato un mese dal giorno dell'incidente e le parti esposte della laminazione iniziano a far penetrare acqua.
Inoltre per completare il quadro, abbiamo lo strallo di prua danneggiato.
Almeno 2 dei suoi 18 fili in inox sono andati, per cui dobbiamo fare attenzione in queste ulrtime 500 miglia che ci separano dalla nostra destinazione.
Destinazione che nel frattempo è cambiata, perchè abbiamo deciso di fare rotta direttamente sull'Uruguay dove potremo finalmente alare Angelique II.
Siamo diretti al marina di Piriapolis che ha il travel lift più grande della costra Atlantica del Sud America, ma non a sufficienza per alarci.
Forse riusciremo in un cantiere dove costruiscono e riparano pescherecci che ha uno scivolo e dovrebbero essere in grado di tirarci fuori dall'acqua.
Abbiamo lasciato Stanley alle 15 di giorno 13 con 30 nodi di vento al giardinetto, ma già dalle 05 del mattino seguente, il vento è progressivamente calato e sino a questa mattina alle 04 è stato praticamente assente.
Non vedevamo un mare così da oltre 1 anno. La temperatura si ulteriormente alzata e adesso in cabina abbiamo 26 gradi, una goduria.
Ci aspettavamo l'arrivo di una perturbazione per oggi, che puntualmente è arrivata intorno alle 09, con venti sui 30 nodi da nord, ovvero esattamente sulla nostra prua.
Però da domani mattina alle 04 dovremmo trovarci sulla coda di questa bassa pressione e per cui avremo venti favorevoli anche se sostenuti per altre 24 ore.
Gli ultimi 2 giorni dovremmo avere venti moderati dal secondo quadrante.
Arrivo previsto a Piriapolis giorno 22 in mattinata.

 

20 Marzo 2016,

38 gradi di Latitudine Sud, fuori dai 40 Ruggenti ed altre 230 miglia davanti a noi.
Giorni complicati.
Valentina mi ha ricordato che l’anno scorso l’ingresso nei 40 Ruggenti fu segnato da un paio di giorni con venti che raggiunsero i 64 nodi.
Era il 9 Marzo, navigavamo nel Pacifico del Sud tra l’Isola di Pasqua e Puerto Montt e ci trovavamo a 39° di Latitudine Sud, il vento arrivava da poppa, Angelique II era al massimo della sua efficenza ed il suo equipaggio in piena forma. I Southern Oceans ci davano il benvenuto.
Lo scorso 17 Marzo a circa 44° di Latitudine Sud, gli stessi Oceani, ci dicevano addio investendoci con una perturbazione che però questa volta è arrivata da prua ed ha trovato un’imbarcazione ferita ed un equipaggio stanco.
Per oltre 24 ore siamo stati pestati da venti sempre sopra i 40 nodi, con onda intorno ai 6 metri e con il timore che qualcosa potesse cedere.
Progressivamente nella giornata del 18 la perturbazione ci ha superato portando il vento questa volta ad andature portanti, ma con temporali che si susseguivano ogni 20, 30 minuti accompagnati da acquazzoni e colpi di vento che nell’arco di un nulla passavano da zero ad oltre 40 nodi.
A tutto questo abbiamo reagito limitando la velatura a circa il 30% del nostro standard, ricucendo così la velocità e, conseguentemente, sia la pressione sull’attrezzatura che gli stress sullo scafo.
Fortunatamente, ancora una volta, Angelique II ha dimostrato di essere migliore del suo equipaggio e nulla ha ceduto.
Ieri finalmente è arrivata l’attesa alta pressione che ha portato sole, 26 gradi in cabina ma anche poco vento, per cui procediamo con il solo motore di sinistra, quello con l’elica di rispetto recuperata lo scorso anno a Chacabuco che, non essendo stata costruita per la nostra imbarcazione, possiamo spingere al massimo a 2000 giri altrimenti gavita.
L’altro motore evitiamo di utilizzarlo. E’ quello che durante l’incidente in Antartide ha rotto i suoi supporti elastici e nonostante la riparazione fatta a suo tempo, con questa ultima tempesta, si è nuovamente spostato.
Non essendo più in linea, quando ingraniamo la marcia, la rotazione dell’asse produce vibrazioni su tutto lo scafo e danneggia la boccola stagna.
Per cui procediamo lentamente tra i 4 ed i 5 nodi.
La buona notizia è che questo bel tempo dovrebbe accompagnarci sino a Piriapolis, così in attesa di scrivere fine a questo lungo capitolo della nostra The lifetime Cruise, riposiamo, leggiamo e guardiamo qualche bel film.
Semplici attività con le quali, da oltre un anno, non riuscivamo più ad intrattenerci, almeno in navigazione.

 

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